La Nostra Storia

Egidio Casagrande nasce a Borgo Valsugana il 28 agosto 1911 da modesti genitori contadini.

Termina presto gli studi e all’età di 14 anni si reca nella bottega del ramaio Taddei, situata nel corso di Borgo, prendendo impiego come apprendista.

Impara subito l’arte del battilastra e con grande piacere passa le giornate a eseguire splenditi oggetti d’arredo.

Ad aspettarlo a fine lavoro c’è il papà, che quotidianamente gli affida gli animali da pascolare.
Non c’è tempo per riposare, ma Egidio con grande spirito riesce a trovare il tempo per coltivare la passione della bicicletta, ed oltre a fare diverse gare, gli allenamenti lo portano a Milano.
È qui che sfrutta l’occasione per mettere sul portapacchi della bici oggetti artistici di sua produzione e in Piazza Duomo ottiene grande soddisfazione dalle vendite.

Da li a breve conoscerà la moglie Gemma che più avanti le dirà “o me o la bicicletta”. Sceglie la moglie con cui nel 19** aprirà a Borgo nella zona vecchia del paese (pra mercà) la sua bottega assumendo in azienda il primo apprendista che vi rimarrà poi fino al 1980.

Inventa sempre più linee nuove, ed il catalogo si arricchisce di preziosi oggetti d’arredamento dal design ricercato, tipo portaombrelli, fioriere, copri vasi, piatti da parete, e tanto altro, il tutto eseguito esclusivamente a mano e con grande cura.

Incontra presto il gusto dei clienti che apprezzano l’accurata lavorazione dei suoi prodotti.
Incoraggiato dalle richieste decide di partecipare a mostre e fiere, quali Milano, Firenze, Parigi, ecc.
Ed è proprio qui, a Firenze, che incontra importanti clienti americani, in particolare provenienti da Dallas Chicago e New York.

Con grande intuito ed enormi sacrifici costruisce in Via Roma un nuovo laboratorio artigianale.
Le ordinazioni estere dalla Germania e Austria arrivano in poco tempo ed Egidio assume nuove persone, occupando circa 10 uomini.
Da li a breve lo spazio risulta essere stretto, e con ambizione fa costruire vicino un capannone con il tetto arrotondato, artistico.
In azienda si creavano delle vere e proprie opere d’arti, oggetti che arredavano case e proprietà di tutto il mondo.

Dopo pochi anni lo alza e aumenta cosi il numero di dipendenti, in gran parte tutti bravi, arrivando ad essere negli anni ’55 e ’60 più di 100, nel periodo che fabbriche in Valsugana ve ne erano ben poche.