Parlano di Noi - Nostra Signora d'Europa

In Valchiavenna troviamo la statua della Nostra Signora d'Europa.

Si tratta di una statua realizzata a metà '900 dall'Artista Egidio Casagrande.

Storia dell'Opera

Spinto dalla passione artistica ed estrosa fa un cristo alto 5 metri che porta in esposizione a Milano, ricevendo molti apprezzamenti dai visitatori, ma nel momento di riportarlo a Borgo mancarono i mezzi cosi lo deposita orizzontale all’interno di un convento. Dopo poche settimane arriva a Borgo un prete, certo Don Luigi Re che insiste per comprarlo ed installarlo davanti alla Casa Alpina di Motta.

Contento dell’acquisto informa Egidio dei suoi progetti: un’opera d’ingrandimento della Casa Alpina che dovrà ospitare più di 1000 persone, prevalentemente studenti, sia lombardi che esteri. Se riuscirà nell’intento promette ad Egidio che farà costruire e installare sul Pizzo Stella (montagna di fronte alla Casa Alpina) una statua alta come il cristo.

Passarono gli anni e nel 1955 Don Luigi Re tornò a Borgo Valsugana dove risiedeva il laboratorio dell'artigiano e rivolgendosi all’amico Egidio chiese: “ti ricordi di me?” “come faccio a dimenticare chi mi ha fatto sollevare finanziariamente in quei brutti periodi” risponde l’artigiano. Il prete continuò dicendo: “sono pronto, Egidio, la statua raffigurerà una madonna, e si chiamerà Vergine delle Vette”.                                                                                                                                                                        Egidio, sempre con spirito artistico rispose “se la faccio, voglio sia alta almeno 15 metri ”. Don Luigi Re sorrise e ripartì entusiasta ed Egidio cominciò l’opera (senza contratti, ne carte, ne acconti).

Andarono  con pesanti carri e forti cavalli in Val di Sella per tagliare gli alberi e costruire grossi ponteggi, permettendo cosi l’innalzamento della gigantesca opera, interamente costruita in lastra di rame. I lavori proseguirono per ben 2 anni, durante i quali Don Luigi Re fece qualche visita, restando sempre più colpito dalla maestosità e bellezza della opera da lui commissionata.  Arrivò anche il giorno in cui i lavori vennero ultimati, e con questo il problema del trasporto. Venne smontata delle parti piccole, ma il grosso della statua rimase intero e fu caricata su uno dei più grossi mezzi all’epoca, direzione Rovereto, per partecipare all’imminente fiera. Durante la vecchia strada che passava fra i paesi, le problematiche non tardarono ad arrivare, come nel Corso di Levico Terme, dove per colpa delle enormi dimensioni del carico alcune persiane delle case vennero tolte e le gomme del camion abbassate alla minima pressione.

Le spese salivano giorno per giorno, e tra mille difficoltà finalmente arrivarono a Rovereto, dove durante le manovre per installarla verticale la statua si staccò dalle corde, cadendo a terra danneggiandosi. Troppi sacrifici furono fatti per rendere possibile la realizzazione dell’opera e senza perdersi d’animo si misero tutti al lavoro riparandola in poco tempo.

Egidio conobbe il grande imprenditore Cav. Francesco Vismara, fondatore e titolare dell'omonimo salumificio in Brianza. Essendo anche capo degli alpini e desideroso di esporre l’opera a lato della chiesa di Casatenovo, donò all’artigiano un compenso che dette forza nei momenti di crisi che l’azienda subì date tutte le spese. (Furono gli unici soldi che Egidio ricevette per questa opera)

La statua rimase mesi esposta.

Nel frattempo Don Luigi Re portò all’amico scultore delle brutte notizie. Il Pizzo Stella fu calcolato franoso e anche se i lavori delle teleferiche per portare i pezzi erano già iniziati con gravi spese subite da Egidio venne tutto sospeso, e Don Luigi Re fece costruire il basamento sul monte Serenissima di fronte al suo rifugio alpino.

Con grande dispiacere Egidio dovette accettare la variazione del posto di collocamento. Don Luigi Re prima dell’inaugurazione raccolse varie offerte, soprattutto dai macellai della Lombardia, incaricando orafi provetti al rivestimento aureo che impreziosisce e conferisce all’opera una straordinaria luminosità. Arrivò il giorno dell’inaugurazione il 15 ottobre 1957, la montagna era gremita al massimo, gli elicotteri volavano alti nel cielo e tra la folla presenziavano tutti gli operai della ditta Casagrande assieme a mogli e figli. La Madonna appariva in tutta la sua maestosa bellezza e alla presenza del cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI, e tutte le autorità ecclesiastiche e politiche di Milano, fu battezzata “Nostra Signora d’Europa.

Finita l’enfasi della riuscitissima inaugurazione, Egidio contattò Don Luigi Re che fece capire di averla ordinata più piccola e vedrà il dafarsi per poter collaborare in parte alle spese.

Nel 1962 a soli 51 anni Egidio muore e tutto rimane sospeso, ma rimase solida la sua statua anche dopo la morte di Don Luigi Re il 14 aprile 1965.

Oggi la statua avrebbe bisogno di un ulteriore restauro perché l’ultimo eseguito fu fatto da pochi operai esperti della ditta di Ezio Casagrande nel 1995 su ordinazione dell’attuale proprietario le Acli di Milano, in occasione della ri-inaugurazione nominandola “Santuario dell’Europa Unita” con la presenza dell’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro ed altre massime autorità.